Chi entra nella chat Firenze
Chat Firenze è frequentata da fiorentini che portano in stanza un tratto inconfondibile della loro città: un'ironia diretta, capace di fulminare un argomento in cinque parole, sempre venata di autoironia. La fama di "spocchiosi" che si portano dietro fuori dai confini regionali è in larga parte un equivoco: il fiorentino vero è schietto e cordiale con chi sa stare al gioco, ed è il primo a prendersi in giro da solo prima di prendere in giro gli altri. La stanza è anche un punto di ritrovo per chi vive nei comuni della provincia e per chi è toscano di altre zone (Pistoia, Prato, Empoli, Arezzo, Pisa, Lucca, Siena) e nella chat fiorentina trova il pezzo di Toscana che gli ricorda casa.
In stanza ci sono fiorentini DOC del centro storico, gente dell'Oltrarno (San Frediano, San Niccolò, Santo Spirito), residenti di Campo di Marte e delle Cure, abitanti delle colline (Fiesole, Bagno a Ripoli, Settignano), pendolari di Scandicci, Sesto Fiorentino, Calenzano. C'è una buona presenza di fiorentini fuori sede che si collegano da Milano o Roma per ascoltare il dialetto di casa, perché il fiorentino è una lingua vera prima che un accento, con la sua C aspirata e parole che fuori da Firenze nessuno usa: "icché" per "che cosa", "punto" che vuol dire "neanche un po'", "garbare" al posto di "piacere".
Cosa si racconta in stanza
Argomenti tipici della stanza: cibo (con la solennità che merita: bistecca fiorentina rigorosamente al sangue, lampredotto al banchino in piazza dei Ciompi, schiacciata fiorentina con la C aspirata, il pane sciocco che fuori sembra crudele e a Firenze è normale), Calcio Storico in Costume con tutto il folclore di San Giovanni il 24 giugno, le mostre agli Uffizi e a Palazzo Strozzi che dividono i fiorentini tra chi ci va sempre e chi non ci mette piede da decenni, il rapporto complicato col turismo che ha snaturato il centro storico ma porta lavoro a metà città.
Si discute parecchio di traffico (il viale dei Colli, il Ponte Vespucci, i lavori della tramvia che hanno cambiato l'urbanistica), del freddo umido invernale che a Firenze è leggendario, dell'estate al fiume che si è ricominciato a fare dopo decenni di abbandono. Si parla del rapporto storico con Pisa e con Siena, si racconta dei mercati di Sant'Ambrogio o del Porcellino. La conversazione ha un ritmo sostenuto, le pause sono brevi e chi entra trova subito qualcuno disposto a tirarlo nella discussione.
Come funziona la chat Firenze
Per entrare basta digitare un nickname qui sopra e premere il pulsante. La chat funziona sul browser che hai già aperto, computer o telefono che sia, senza necessità di scaricare alcuna applicazione esterna. I permessi su rubrica e fotocamera non vengono richiesti perché non sono necessari al funzionamento del sistema. Email e numero di telefono restano tuoi affari, qui nessuno te li chiede e il fiorentino, che ha una fierezza naturale verso le cose proprie, apprezza particolarmente questo aspetto.
Il servizio è gratuito dal 2008 e tale rimane. Chi vuole rendere il proprio nickname riservato può registrarlo come scelta personale, senza che diventi requisito d'accesso. La pubblicità all'interno della finestra di conversazione attualmente non è presente, ed eventuali aggiunte future saranno collocate in modo da non sovrapporsi al testo della chat. La moderazione è gestita da persone che conoscono la stanza, riconoscono i frequentatori abituali e sanno distinguere la battuta tagliente fiorentina da un insulto vero, distinzione che a Firenze conta più che altrove.
Per chi entra qui per la prima volta vale un consiglio specifico: non offendersi se la prima battuta che ricevi è ironica nei tuoi confronti. È il modo fiorentino di accoglierti, una specie di test di tenuta. Se rispondi con una battuta a tono sei dentro, se ti offendi probabilmente tornerai a casa senza aver capito che era un complimento mascherato. La stanza pubblica è il luogo dove ti fai conoscere, i privati arrivano dopo se hai dimostrato di avere quella prontezza di lingua che a Firenze conta più del titolo di studio.
Quando trovi più gente in chat
Le ore di punta sono il dopo cena dalle 21 alle 24, sette sere su sette, con un picco evidente il giovedì e il venerdì quando il centro si riempie di gente per l'aperitivo. La domenica pomeriggio si anima quando piove e nessuno può fare la classica passeggiata a Boboli o sui colli. D'estate la dinamica cambia per via del caldo soffocante di Firenze (la conca fiorentina è un forno a luglio e agosto) e mezza città migra in Versilia, in Mugello, sul Casentino, all'Argentario. Restano gli irriducibili e si aggiungono i fiorentini fuori sede che si collegano dalle ferie per non perdere il filo.
La festa di San Giovanni il 24 giugno accende la stanza in modo particolare: chi non riesce ad andare al Piazzale Michelangelo per i fuochi commenta in chat l'evento, scambiando battute sui lanci di mortaretti dei più impazienti durante la giornata. Capodanno e ferragosto hanno dinamiche simili, con la stanza che raccoglie chi non è uscito di casa e cerca compagnia per non sentirsi solo nelle ore canoniche di passaggio.